Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Thomas Brikin si trovo trasformato in un piccolo topo dal manto rossiccio, le lenzuola lo avvolgevano e le coperte lo schiacciavano. A fatica striscia tra di esse, quando finalmente riesce a uscire da questo morbido dedalo si trova sul bordo del lello che fino alla notte passata si lamentava di come fosse troppo basso, ora sembra di essere sul bordo di un precipizio. Il suono della sveglia rompe il silenzio della stanza, sobbalza per lo spavento. Cercando di capire da dove provenisse il rumore vede il telefono, lasciato in bilico sul comodino la notte prima. Percorre goffamente tutto il letto in piedi sulle zampette posteriori fino a raggiungere il cuscino, un’opprimente montagna morbida. Con grande impegno e vari scivoloni Thomas riesce a raggiungere spalliera; rimane un ultimo ostacolo da superare, un piccolo salto tra essa e il comodino, piu lo osserva e piu il precipizio lo attira a sé, prende la ricorsa e spicca il balzo, che risulta troppo lungo, facendolo atterrare in bilico sul bordo opposto del comodino. Si precipita sul telefono solo per trovarlo scarico. Thomas maledice sé stesso per non averlo messo in carica la sera prima, gira come un pazzo per tutto il comodino alla ricerca del caricabatteria, ma finisce per sbattere piu volte contro la pesante lampada, alla fine lo trova è incastrato sotto la sveglia, lo collega, non succede niente. Non gli resta che sedersi sul bordo del comodino e aspettare il ritorno dell’adorata moglie. Lo sguardo vaga sconsolato sulla piccola vastità della stanza, fino a posarsi sulla foto del matrimonio, una lacrima bagna il musetto peloso. Il portone si apre, accompagnato dal solito cigolio, Katia è finalmente tornata a casa; Thomas preso dalla foga si lancia giù dal comodino, afferra il cavo del telefono, che cade con lui, schiantandosi alle sue spalle con rumore sordo che risuona nella stanza. Si precipita verso di lei percorrendo la stanza a lunghe falcate.
La casa si riempie del ticchettio dei suoi tacchi mentre attraversa a grandi falcate l’ingresso, Thomas si ferma ad ammirarla in tutta al sua bellezza, indossa una attillata maglietta gialla e una gonna grigia. Katia si siede sull’isola della cucina, sul volto compare un sorriso malizioso. Un uomo entra dopo di lei, è alto con i capelli biondi, indossa una orribile camicia a fiori. Per fermarsi in mezzo alla stanza.
“Non vuoi” chiede tirandolo a sé.
“E se torna tuo marito”.
Katia scoppia in una risata divertita, per coi stampagli un passionale bacio.
Thomas non può far altro che rimanere a osservare con quanta facilita l’adorata moglie lo stia tradendo proprio in casa loro.
Gli strappa la camicia, spargendo i bottoni sul pavimento.
“E se-”.
Posa un dito sulle sue labbra “sss”, gli mordicchia l’orecchio “non ti preoccupare”.
In risposta la bacia sul collo, passandole le mani tra i capelli.
Katia gli da un lungo bacio, per poi spingerlo via, il sorriso malizioso ricompare, “vieni” si spoglia lanciandogli la maglietta, dirigendosi verso il letto.
Le mutandine volano addosso a Thomas, sono quelle di pizzo nero, dovevano essere il regalo per il loro anniversario, una rabbia furibonda invade il suo corpicino.
Anche lui si spoglia goffamente, buttando i vestiti per la stanza.
Katia si lancia sul letto, la raggiunge, la bacia sul scollo, la mano di lei lo spinge giù fino ai seni sempre piu giù fino in mezzo alle sue cosce.
Thomas sale furioso il cavo della lampada. Uno squittio attira la sua attenzione lontana dal piacere, verso il comodino, li trova il topolino che la osserva, i suoi piccoli occhi sono bagnati di lacrime e rabbia.
Emette un gemito di paura che viene subito cacciato via da un gemito di piacere.
Prende la rincorsa e balza sul petto, esattamente in mezzo ai seni. Il corpo di Katia si irrigidisce. Gira brevemente intorno ai suoi seni, prima di salire fino volto per darle un ultimo affettuoso morso sul labbro inferiore, prima di scappare sotto le lenzuola.
Si avvicina al suo orecchio, la voce ansimante «che succede».
Le labbra tremolanti, gli occhi sbarrati.
Un sorriso compiaciuto compare sul volto mentre le accarezza i capelli, comincia l’amplesso.
Thomas ha trovato il suo obbiettivo, le passa in mezzo alle cosce per dare un poderoso morso.
Caccia un urlo più di terrore che di dolore, che viene frainteso per piacere, l’amplesso continua sbattendo Thomas di qua e di la.
Katia lo tira a se, la voce tremante piena di dolore «li sotto».
«Ti piace».
Le lacrime le bagnano gli occhi «topo».
Ridacchiando divertito «se proprio vuoi chiamarlo cosi va bene». Qualcosa graffia il membro, di scatto si lancia fuori dal letto.
Thomas è ancora attaccato saldamente. Guarda prima il topo e poi il suo membro per lanciare infine un urlo schifato. Raccoglie un cuscino da terra e percuote Katia nel tentativo di scacciare il topo. Thomas stringe la presa sempre piu forte ogni volta che viene colpito, godendo dei gemiti di dolore che ne seguivano.
Con un gesto disperato Katia allunga la mano e lo strappa via. Lancia un violento urlo di dolore, i muscoli si contraggono stringendo il povero topo cornuto. Lascia cadere il cussino e si avvicina per dare il suo aiuto, viene scacciato delle furiose unghiate.
Ansimante accenna un sorriso vittorioso, Thomas non la pensa cosi e affonda i denti nella mano, costringendola a lasciare la presa. Una volta a terra scatta verso di lui, che resta immobile con lo sguardo inorridito. Scala la gamba con le unghie e con i denti, puntando al suo membro. Rimane appollaiato su di esso alcuni attimi a guardare la moglie trionfante. Katia con la mente annebbiata dal dolore sferra un violento calcio, che sbalza il topo in aria.
Poco prima che toccasse terra e riprendesse il suo attacco furioso, viene afferrato al volo. Finalmente l’ha preso, affonda le unghie nel povero corpicino. Questa volta è Thomas a urlare dal dolore. Si volta per mostrare il trofeo, ma il poverino è svenuto per il dolore.
A ogni passo che fa il dolore aumenta accompagnato da un rivolo di sangue che scende lungo la gamba, ma non può fermarsi deve sbarazzarsi del roditore. Finalmente arriva al water, una smorfia di vittoria si allarga sul volto, lo getta trionfante nella tazza, tira lo sciacquone accompagnato da una risata isterica.
Mentre vortica nell’acqua compare uno sguardo contento e vittoriose nei suoi occhi, l’aveva sempre saputo come era fatta e del fatto che lo tradiva, ma finalmente era riuscito a trovare il coraggio di affrontarla e questo bastava a dagli il coraggio per la sua nuova vita.